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Sincronia

 montagna

Il mio amico Dimitri mi ha portato due volte in montagna.
Salire in cima ad una vetta non è facile.
La vetta è lontana, ci devi pensare,  ma non deve essere il pensiero costante.
Il desiderio della meta  guida la condotta, il rigore nel mettere un passo dopo l’altro.
Ed ogni passo è fatto di attenzione, di metodo, di etica.

Poi vi sono i passaggi.
Ve ne sono alcuni che sembrano insormontabili.
Lì il pensiero della distanza dalla vetta distrae, fa aumentare  il battito cardiaco, fa mettere mani e piedi in fallo.
I passaggi sono zone in cui occorre  focalizzare il massimo l’attenzione sul passaggio stesso.
Non devi  avere altri pensieri.
Non devi guardare indietro. La sicurezza del campo base è lontana ed è difficile tornare indietro
Non devi guardare la vetta. L’ansia delle difficoltà  bloccherebbe muscoli e cervello.

In montagna, a parte rari casi, si va in due o più.
Ciò che serve per salire è sincronia.
Quando il primo sale il secondo si salda alla terra  per reggere il colpo in caso di caduta.
Quando tocca al secondo il primo si cura di tener ben tesa la corda.
Una volta per uno,  uno attento i movimenti dell’altro
Quando i movimenti diventano asincroni e sopratutto  ignoti  ci si blocca al primo passaggio.

Per salire su una montagna occorre camminare “sincronici”

Canzoni tristi

 note

Se piove e sei triste nulla di male.
Come quando sei triste e metti una canzone triste.
La canzone triste scava, offre spazio alla ricerca.

Il tuo stato d’animo fa il paio con l’ambiente che ti circonda
Il peggiore dei disagi accade quando sei triste ed intorno a te esplodono colori.
Quando sei triste ed intorno a te scoppia la festa
Accade che i colori accendano luce nelle stanze in penombra della nostra coscienza.
Qualche volta.
Spesso ti rimane appiccicato solo il disagio.

Migrare

migrazione

Sempre più spesso incontro persone  che dichiarano  la volontà di partire, cambiare; talvolta semplicemente per fuggire, a volte per trovare terra fertile da coltivare.

Quando siamo afflitti da vuoto di passione e ci sentiamo sospesi,  ci dibattiamo e ci aggrappiamo a tutte le corde possibili per allontanare il dilagante horror vacui.

Vuoto di passione non perchè si tratti di uomini e donne scarsamente sensibili o con insufficienti doti.  Anzi spesso si tratta di persone con buone capacità percettive e di analisi,  che trovano facilmente appigli nei personali progetti di vita.

E’ curioso tuttavia come questi progetti diventino sempre più spesso  lotta del singolo con il mondo.  Ogni soggetto si trova alle prese con le sue passioni,  i suoi progetti  e la sua individuale capacità di darvi soddisfazione.

Hai progetti? Fin qui tutto bene. Non ti azzardare a fallire. Sarà solo colpa tua!

Allora,  non rimane altro che migrare

Garibaldi fu ferito…

GARIBALDI

Ho letto la relazione introduttiva all’assemblea de “i mille”, un gruppo che all’interno del PD crede debba essere avviato un processo di rinnovamento grazie anche nuovo possibile accesso al potere da parte di forze competenti e degne dei merito.

Obiettivo lodevole e condivisibile.  Tuttavia credo che gli argomenti che continuano a ruotare intorno al PD non convincono sulla possibilità. Ho scritto un commento alla relazione che riporto qui per i miei 5 lettori.  :)

Ho letto la relazione e ho seguito qualche intervento su “radio radicale”
Ho trovato molte riflessioni di metodo, (compreso il problema dello spazio a nuovi gruppi dirigenti) e poche approfondimenti sul problema del senso.
Non sembra abbastanza per “sostituire” la dilagante e imperiosa forze della cultura neo-lberista?

Ho sentito parole come sviluppo, merito, crescita, competenza.
Tutto bene per carità!!
Ma come mai la destra prende voti? Solo per clientela mafiosa?
Non credete che che vi sia un problema culturale sul quale lavorare che va ben oltre la conquista del consenso della “gente”.
Non sono convinto che il problema si risolva cercando di capire bene che cosa vuole la gente. Forse sarebbe il caso di scatenare un dibattito su bisogni e sentimento dei bisogni?
E allora, soluzione delle soluzioni, facciamo una stupenda survey per capire che cosa pensa la “gente” !! ??
Non sarebbe, forse,il caso prima capire che cosa pensiamo noi?

Vorrei aver sentito una posizioni su:
Capitalismo neo-liberista.
Aumento delle disuguaglianze a livello mondiale
Finanza
Lavoro,precarietà.
Devastazione del nostro pianeta e crescita del PIL
Beni comuni dell’umanità
Guerra e pace
Nuove comunità in una società di migranti.
Leadership e partecipazione.

In altre parole, se vogliamo usare il linguaggio dell’impresa, ho visto molti argomenti da manager (gestori) pochi da imprenditori.
Che il PD sia pervaso da ansia di fallimento?
Con il linguaggio della politica:
molti argomenti da “amministratori”, e pochi da politici.
Perché la politica è quell’arte nobile che riflette sui fini e sui mezzi per raggiungerli.
Ed è dalla riflessioni sui fini che nascono nuove identità
Ed da nuoce identità che nasce nuovo consenso.
Ma si sa ..questa “roba” non ha tempi elettorali.

 Mosè

Nelle mattine normali sveglia alle 7.00,  pedalo 20 minuti e  mi guardo omnibus su la7.
In  questi giorni  il dibattito è scandito dalla vicenda del Lodo-Alfani e più in generale dal conflitto politica-magistratura.
Chi ha ragione? Vorrei arrivare a dire: non ci interessa.

La cosa preoccupante: quale deriva sta pervadendo il senso comune?
Cosa siamo in grado di giustificare per “etica della responsabilità” ?
Sospendiamo il giudizio verso chi è stato unto dal volto popolare?
Anche gli altri stati europei lo fanno. Risposta: che ce ne frega!
Non vi è nessun principio di responsabilità  deve sopravvivere ai “comandamenti” etici.
Lo stato di diritto sancisce l’innocenza fino a prova contraria. Ma nessuno per legge dovrebbe permettere che un cittadino possa sottrarsi al giudizio.

Non sorprende che siano i cavalieri del cavaliere a sostenere tutto ciò. Anche “autorevoli” giornalisti ed ex parlamentari del PD si infilano in questo vortice. Mi riferisco a Polito del Riformista.
Ad un certo punto, ieri,  nel corso della trasmissione gli è scappata questa frase: ” la politica ..” arte della conquista del consenso..” avallando di fatto l’unzione del voto popolare.

Ero rimasto al fatto di considerare la politica come la lotta per i valori. Dove sta la politica, dove sta l’arte del conflitto nobile , della lotta per i valori, della continuo impegno per il quale il possibile non verrebbe raggiunto se nel mondo non si tentasse sempre l’impossibile.(come diceva il comunista esponente della rivoluzione di Ottobre Max Weber)

Vi sono valori che non sono barattabili con nulla.
Nelle antiche civiltà sono stati redatte grandi opere che erano primariamente grandi manuali di etica civile. Vale per la Bibbia, per il Corano.
Cosa altro sono i 10 comandamenti se non regole etiche prima che giuridiche?
C’è qualcuno che per qualche ragion di ottimizzazione di gestione potrebbe contravvenire al 5° comandamento, non uccidere?

Ma si sa, le società evolvono,  cambiamo gli orizzonti culturali e quindi anche i riferimenti etici.
Infatti,  non ci scandalizziamo affatto se il cavaliere contravviene al 9° comandamento. Anzi quasi quasi lo incitiamo. Anche perchè  quel comandamento non ci piace, rimanda alla visione della donna come proprietà altrui.

Ma, uscendo dallo scherzo,  siamo arrivati, forse,  al punto in cui non frega più nulla a nessuno se un amministratore ruba o meno? E’ sufficiente che sia un “buon” amministratore!

Qualcuno nelle file della sinistra ha detto. Di Pietro in un paese normale starebbe  a destra. Vero. Ma in un paese normale.
Forse qualcuno, a sinistra, dovrebbe tenere in maggior considerazione le battute di  quella destra che va da Di Pietro a Sabrina Guzzanti.

Cultura e archeologia

In natura ogni cosa ha un ciclo di vita. nascita, crescita, declino.
Perfino le cose che costruiscono gl uomini apparentemente inanimate hanno un loro ciclo di vita.
Grandi opere architettoniche attraversano gli anni superano le generazioni non non sopravvivono in eterno.
Prima sono superati dalla cultura. Ogni epoca ha il suo stile e assegna all’attività umana un tipo di edificio.
Poi il tempo scalfisce le pietre e le tiraforma in archeologia, resti.
Ad ogni evo si attacca un stile, un modo di abitare, un pezzo di cultura, di pensiero.

Gli uomini sono atterriti dal pericolo di diventare resti, oggetti inanimati , lavoro per archeologi.

Per combattere questo rischio generano nuovi valori, scoprono, cose viventi. Scoprire: l’atto di alzare il velo a ciò che in matura già esiste. Ormai tutti i veli sono stati alzati. L’opera della natura non presenta più alcun segreto.
Attratti più dal mestiere dell’architetto che da quello dell’archeologo gli uomini cercano nuove verità.
Nuovi bisogni definiscono nuove identità.

Ma quasi tutti i nostri nuovi bisogni si dissolvono ancora prima si diventare resti.
Non abbiamo nemmeno il tempo di farli diventare cultura.

Neuroni e clima

bottiglia

Il caldo batte, annebbia.

I tre neuroni che girano  nel mio cervello si sono messi a sedere e non ne vogliono sapere di alzarsi in piedi. Poiché per lavorare devono coordinarsi, il veto di uno blocca l’attività degli altri due Insomma un disastro.  Stamani avevo bisogno di un  paio di neuroni per abbozzare un lavoro. Niente da fare. Le mura larghe del mio ufficio offrono protezione dal caldo. Danno calore emotivo, definiscono uno spazio, uno spazio dalle mura forti. Uno dei luoghi possibili.

Ma oggi nulla da fare. Trovo un pò di conforto nella brezza serale di questo messaggio nella bottiglia.

Uomo acefalo

Dicesi uomo acefalo colui che in nome di un pregiudizio o interesse personale non compie, forse è meglio dire non tenta,  il processo  dialettico nel percorso della conoscenza.

L’uomo acefalo usa le percezioni di base mascherata da un pò di elaborazione intellettuale e con questi  strumenti dialoga con la folla. E’ un atto animale.  Un vero uomo acefalo osserva bene “la gente” , le sue emozioni e su quelle agisce. Se “la gente” non ha passioni  “l’uomo acefalo” scatena un’arringa e alza polvere emotiva.

Gli uomini acefali si possono incontrare in vari luoghi come per esempio nelle stanze di attesa per statisti. Qualche volta incontriamo uomini siffatti anche nella nostra normale vita di relazioni. Conviene stare attenti.

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