
Stanotte ho fatto un sogno.
Stamani il pensiero svolazzava senza posarsi.
Mezz’ora di treno servono a restituire ai pensieri quella sufficiente pesantezza che gli permette di sedimentare.
Un sogno rappresenta una scena che descrive una visione del futuro
Il sogno rappresenta il percorso libero della mente contrapposto ai rigidi limiti imposti dalla realtà
Talvolta rappresenta la dualità tra essere e dover essere.
Quando apriamo il sipario di un nostro sogno mettiamo insieme in un’unica scenografia realtà e autodeterminazione.
Nel sogno siamo noi a costruire il contesto.
Siamo noi a disegnare i confini ed i colori delle scene.
Creiamo noi le storie e le relazioni tra gli uomini.
Creiamo uomini come li vogliamo.
Cosa c’è di diverso dalla realtà?
Solo la ristrettezza della scena, la ristrettezza della dimensione spazio-tempo.
Spazio, perchè nella scena ristretta del nostro sogno, con pochi personaggi, nel contesto determinato, i fenomeni appaiono controllabili.
Tempo, perche il tempo entro il quale si consuma il sogno è breve, necessariamente breve; dura lo spazio di una notte.
Nei sogni della realtà, quelli illuminati del giorno, le cose non vanno così.
La dimensione spaziale si allarga, intervengono gruppi sociali, contraddizioni, conflitti…
La dimensione temporali si allunga, la complessità richiede ri-flessione, sedimentazione, movimenti di coscienze.
Dobbiamo decidere se limitarsi a “sognare” entro la ristrettezza delle ore notturne oppure, se lo vogliamo fare con la luce del giorno, cominciare a farlo oltre i confini della nostra generazione.
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