Archive for June, 2008

Neuroni e clima

Posted by admin on Jun 30 2008 | "Strettamente personale", racconti

bottiglia

Il caldo batte, annebbia.

I tre neuroni che girano  nel mio cervello si sono messi a sedere e non ne vogliono sapere di alzarsi in piedi. Poiché per lavorare devono coordinarsi, il veto di uno blocca l’attività degli altri due Insomma un disastro.  Stamani avevo bisogno di un  paio di neuroni per abbozzare un lavoro. Niente da fare. Le mura larghe del mio ufficio offrono protezione dal caldo. Danno calore emotivo, definiscono uno spazio, uno spazio dalle mura forti. Uno dei luoghi possibili.

Ma oggi nulla da fare. Trovo un pò di conforto nella brezza serale di questo messaggio nella bottiglia.

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Uomo acefalo

Posted by admin on Jun 30 2008 | Riflessioni, Società

Dicesi uomo acefalo colui che in nome di un pregiudizio o interesse personale non compie, forse è meglio dire non tenta,  il processo  dialettico nel percorso della conoscenza.

L’uomo acefalo usa le percezioni di base mascherata da un pò di elaborazione intellettuale e con questi  strumenti dialoga con la folla. E’ un atto animale.  Un vero uomo acefalo osserva bene “la gente” , le sue emozioni e su quelle agisce. Se “la gente” non ha passioni  “l’uomo acefalo” scatena un’arringa e alza polvere emotiva.

Gli uomini acefali si possono incontrare in vari luoghi come per esempio nelle stanze di attesa per statisti. Qualche volta incontriamo uomini siffatti anche nella nostra normale vita di relazioni. Conviene stare attenti.

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Luoghi

Posted by admin on Jun 25 2008 | Riflessioni, Società

carte da gioco
La rete  ha aperto gli spazi della comunicazione, rende inessenziale la presenza di spazi fisici deputati a luoghi d’incontro. Le persone non hanno più bisogno di spazi fisici entro i quali consumare il proprio bisogno di comunicazione.
Lettere immagini video scatenano sensazioni alla velocità della luce.

I luoghi  virtuali sono tuttavia luoghi “selettivi”, aperti ma selettivi.
Ci  si incontra perché si condividono gli stessi interessi,  o si ha  la stessa visione del mondo.
Età, sesso , religione, cultura, interessi, tendono  a definire  quanto più possibile il nostro profilo.
Per cosa? Per essere identificato, per diventare un “target”.
Anche le relazioni sono guidate dal target.
Interazioni autistiche di uomini e di donne segnate dal profilo.
E sui “profili” investono miliardi di dollari le multinazionali per creare clienti “fidelizzati”.

Sono passati molti anni da quando giovani e vecchi,  bianchi e rossi giocavano allo stesso tavolo con le stesse carte.
In quegli spazi fisici, piazze paesane, circoli, si mescolavano generazioni e culture.
Non  amo gli apologeti degli anni passati e nemmeno la nostalgia, sono piuttosto appassionato a ciò che contribuisce all’accadere futuro

Ci siamo abituati a leggere e scrivere su Web, anche a dialogare. Trattasi tuttavia di dialogo asincrono.
Scrivere è come lanciare un messaggio nella bottiglia.
Forse il giorno dopo qualcuno ti risponde,  dialoga con te,  ti fa andare un pezzo più avanti, ti offre un nuovo punto di vista.
Il giorno dopo, qualcuno.

Lo spazio della rete è uno spazio peraltro magico. Abbatte la resistenza del corpo.
Il nostro corpo, la nostra fisicità talvolta funziona come una specie di resistore elettrico.
Il web sfonda, senza resistenze.
Ma tende a farci perdere l’allenamento al superamento delle resistenze, allo scontro dialettico, alla conseguente fusione di culture.
Abbiamo bisogno di aumentare il livello dello “scontro”  incontro tra identità.
Abbiamo bisogno di luoghi fisici, sincroni, per far incontrare uomini
Oltre alla rete

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Eroi

Posted by admin on Jun 24 2008 | Riflessioni, Società

eroe

Sto seguendo con un certo interesse le vicende della sinistra italiana. Quella scomparsa e quella che deve ricomparire.

Quando parlo della Sinistra scomparsa mi riferisco sia a quella del PD che a quella definita “radicale” non più presente nella compagine parlamentare.

Sembra che tutti quelli che oggi fanno politica siano afflitti dal problema dell’assenza del leader. La sinistra “extraparlamentare” cerca nuovi leader, il partito democratico e alle prese con un leader “fallito”.  In entrambi i casi trattasi di ricerca vana;  inadeguati  e mal direzionati sono gli sforzi di questa ricerca.

Non di  leader abbiamo bisogno ma di eroi. Tanti eroi!!

Dicesi leadership, malattia moderna di uomini ego-riferiti alla ricerca di affermazione personale, raggiunta perlopiù attraverso accumulo di potere o ricchezza/denaro. Prevale sul leader , sempre, la dimensione dell’ego su quella del gruppo. Il leader si vede riconosciuto il consenso per elezione o per merito derivante dal raggiungimento di risultati economici sociali riconosciuti (come ad es. nell’impresa).

Diversamente arduo è l’atto eroico di colui che non fa mai mancare il proprio impegno per superare i limiti dell’esistente. Questo dovrebbe fare la politica.

 La politica consiste in un lento e tenace superamento di dure difficoltà. da compiersi con passione e discernimento al tempo stesso. E’ perfettamente esatto. e confermato da tutta l’esperienza storica, che il possibile non verrebbe raggiunto se nel mondo non si tentasse sempre l’impossibile.Ma colui  il quale non può accingersi a quest’impresa deve essere un capo, non solo, ma anche in un senso molto sobrio della parola, un eroe….

Solo chi è sicuro di non venire meno anche se il mondo, considerato dal suo punto di vista, è  troppo stupido o volgare per ciò che egli vuol offrirgli,  e di poter ancora dire di fronte a tutto ciò : “non importa continuiamo!”, solo un uomo siffatto ha la “vocazione” (beruf) per la politica.

Max Weber:  la politica come professione.

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