Sincronia
Il mio amico Dimitri mi ha portato due volte in montagna.
Salire in cima ad una vetta non è facile.
La vetta è lontana, ci devi pensare, ma non deve essere il pensiero costante.
Il desiderio della meta guida la condotta, il rigore nel mettere un passo dopo l’altro.
Ed ogni passo è fatto di attenzione, di metodo, di etica.
Poi vi sono i passaggi.
Ve ne sono alcuni che sembrano insormontabili.
Lì il pensiero della distanza dalla vetta distrae, fa aumentare il battito cardiaco, fa mettere mani e piedi in fallo.
I passaggi sono zone in cui occorre focalizzare il massimo l’attenzione sul passaggio stesso.
Non devi avere altri pensieri.
Non devi guardare indietro. La sicurezza del campo base è lontana ed è difficile tornare indietro
Non devi guardare la vetta. L’ansia delle difficoltà bloccherebbe muscoli e cervello.
In montagna, a parte rari casi, si va in due o più.
Ciò che serve per salire è sincronia.
Quando il primo sale il secondo si salda alla terra per reggere il colpo in caso di caduta.
Quando tocca al secondo il primo si cura di tener ben tesa la corda.
Una volta per uno, uno attento i movimenti dell’altro
Quando i movimenti diventano asincroni e sopratutto ignoti ci si blocca al primo passaggio.
Per salire su una montagna occorre camminare “sincronici”