Archive for October, 2008

Scrivere

Posted by admin on Oct 25 2008 | "Strettamente personale"

Ieri sera tra un zucchina lessa ed un’altra osservavo la7, la trasmissione della Bignardi, “le invasioni barbariche”.  C’era Mauro Corona, lo scrittore, scultore, alpinista. Vanitoso per sua stessa ammissione ma simpatico. Raccontava dello scrivere. A volte non riconosce i pezzi che ha scritto.  Ogni tanto mi capita. Ha ragione Corona;  a volte, quando scrivi  sembra che ci sia uno dietro di te che ti bisbiglia nell’orecchio.

Un altro pezzo di te.

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Sui tipi ideali di intelligenza

Posted by admin on Oct 19 2008 | "Strettamente personale", Riflessioni

Durante l’adolescenza, nella fase in cui si consolidano conoscenze ed esperienza,  temevo l’interazione con gli intelligenti. Una specie di ansia da prestazione, forse alimentata da una specie di complesso di inferiorità, rendeva difficili le relazioni con quelli più bravi di me.
Quando  sono diventato  “grande”  ho iniziato ad amare gli intelligenti. Ho cominciato a riconoscere le mie inferiorità  ed ho potuto ascoltare.  Per ascoltare occorre porsi in quella particolare condizione di accoglienza, fondamentale per acquisire  conoscenze .

Ma ritornando al punto, provo a definire i “tipi ideali” di intelligenza.

Si sente spesso dire: ho incontrato una persona intelligente,  anche se un po’… e lì ci schiantiamo un attributo. Insomma ci sono gli intelligenti stronzi, quelli che se la tirano, quelli disponibili a condividere, quelli che faccio tutto io, quelli che …
Ogniqualvolta ci troviamo di fronte ad una persona ci divertiamo a caratterizzarne l’intelligenza con qualche attributo.
Ogni tanto mi lancio, per gioco,  in questi tentativi “normativi” ; stasera mi sono avventurato  nell’individuazione di ben 4 tipi ideali di intelligenza.
Tipo 1: intelligenza percettiva. Ne dispone chi ha la capacità di sentire i cambiamenti di clima. L’ambiente, la terra, i luoghi entro i quali si costruiscono ed operano i sistemi razionali. Coloro che addensano geni con questo tipo di intelligenza brillano per l’attenzione ai particolari; hanno sensi ben sviluppati.

Tipo2 : intelligenza emotiva. E lo stadio in cui si formano i sentimenti. Ne dispone chi, elaborando le percezioni,  fa nascere sentimenti che muovono passioni. Le passioni sono dai più ritenute la fase della formazione del senso, vero sistema “detonante” per l’esplosione dei sistemi razionali. Coloro che addensano geni con questo tipo di intelligenza ascoltano, in modo particolare,  le proprie emozioni e quelle delle persone amate.

Tipo 3: intelligenza logica. Attiene alla capacità di creare sistemi razionali, di assumere i dati dei sensi e farne strutture pronte per essere consumate negli universi economici relazionali. Coloro che addensano geni con questo tipo di intelligenza mostrano attenzione di sé con qualche tendenza alla ricerca di posizioni ego-riferite.

Tipo 4: intelligenza relazionale. Sistemi razionali ed emozioni si sviluppano prevalentemente anche se non necessariamente in contesti sociali. Comunicare, stabilire relazioni umane, crescere nell’universo delle differenze,  sono le azioni tipiche di chi dispone di questo tipo di intelligenza. L’intelligente relazionale mostra particolare attenzione al contributo altrui con tendenza ad agire con atti “spettacolari” e/o “pubblici”.

L’ingresso in questi universi può avvenire da uno qualsiasi dei punti descritti. Il soggetto che addensa geni di tipo 1 fa il proprio ingresso nell’universo delle intelligenze da quella porta ed è indotto ad interpretare la realtà con quel set di strumenti.
Quando si diventa grandi di solito ci si rende conto che quel set di strumenti è limitato. Allora inizia “l’esercizio ginnico” per dotarsi degli strumenti limitrofi e per godere della presenza di intelligenze diverse dalla nostra.
Ogni coppia, famiglia, gruppo, team o comunità  cosa dovrebbe fare per ben funzionare?

Ascoltare chi è diverso da noi, sempre. Sempre ci farà imparare.
Se poi, chi parla, ogni tanto,  si ferma per farti parlare perché desidera imparare, allora dovremo aprirgli la porta del nostro cuore, della nostra casa o del nostro borgo.
Ora vi lancio un gioco , carissimi miei tre lettori ?
Ditemi. Che tipo di intelligenza addensate?
E poi, guardatevi intorno, le vostre relazioni affettive e/o di amicizia che tipo di intelligenza addensano?

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Intercity

Posted by admin on Oct 15 2008 | Riflessioni, Società, racconti

Sono un frequentatore di treni da un po’ di tempo a questa parte.Quando possibile scelgo il treno. Un piccolissimo contributo alla qualità dell’aria da un lato, dall’altro il viaggio diventa un’occasione per rallentare il ritmo, per scrivere (come ora) leggere , pensare. Vi sono tre tipologie di treno.

Il treno regionale, il treno della prossimità. Per percorrere il tratto Firenze. Pistoia  uso frequentemente il treno regionale, treno ad alta frequentazione; così viene definito. Il treno regionale compie tratti brevi, raccoglie persone prossime che vivono in città limitrofe; è quasi un mezzo metropolitano. Persone conosciute, che frequentano spesso luoghi simili. Persone assonnate o reattive a seconda che durante la notte si sia consumato riposo o sollazzo.

Il treno intercity, il treno interculturale. Lunghi tratti intervallati da soste anche presso città minori. Raccoglie persone che si spostano da città di provincia non toccate dai treni veloci. Persone di razze,  dialetti diversi. Il treno intercity usa ancora  le vecchie carrozze con scompartimenti a sei posti.
Lo scompartimento del treno è un luogo magico, una specie di microcosmo che abbatte le relazioni spazio temporali; nello spazio di un viaggio puoi assistere allo scorrere rapido della vita intera di una persona.

Eurostar il treno del business. Percorre lunghi tratti veloci, trasporta uomini che si muovono per affari, attratti dalla meta. Il viaggio, solo mezzo, rende inessenziale la comunicazione.

Tre luoghi.
Il primo contiguo alla nostra quotidianità, dove si continua a parlare come se si fosse al bar sotto casa.
Il secondo un luogo interculturale. Crea ambienti che danno il via a “prove tecniche di dialogo”.
Il terzo un “non  luogo” , solo un mezzo per altri fini.

Il trasporto sul rotaia si concentra prevalentemente sui treni veloci.

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Un lunedì di speranza!

Posted by admin on Oct 15 2008 | Politica, Società, racconti

Lunedì sera, una grande fiaccolata per le strade di Firenze.
Non so più misurare il numero delle persone, non sono più abituato alle manifestazioni di piazza. Un bel corteo sorridente, notturno. Insegnanti e studenti.
Molte scuole fiorentine sono occupate dagli studenti.
La passione politica non è ai massimi livelli, ma qualcosa si muove. Raccolgo frammenti dal racconto dei miei figli che frequentano la quinta ginnasio di un liceo fiorentino, anch’esso occupato.
Mi raccontano: “si ha l’impressione che in molti casi si è spinti più dal desiderio di saltare la scuola che dalla voglia di protestare…”
Una speranza:
La speranza che la scuola ritorni ad essere non solo il primo gradino della promozione sociale.
Il luogo dove non si pratica studio perché è utile ma perché serve all’uomo alla vita de suoi legami sociali e di senso.

“La mancanza di un futuro come promessa arresta il desiderio nell’assoluto presente. Meglio star bene e gratificarsi oggi se il domani è senza prospettiva. Ciò significa che nell’adolescente non si verifica più quel passaggio naturale dalla libido narcisistica (che investe sull’amore di sé) alla libido oggettuale (che investe sugli altri e sul mondo). In mancanza di questo passaggio, bisogna spingere gli adolescenti a studiare con motivazioni utilitaristiche, impostando un’educazione finalizzata alla sopravvivenza, dove è implicito che “ci si salva da soli”, con conseguente affievolimento dei legami emotivi, sentimentali e sociali.”
U. Galimberti-. La Repubblica. 1 giugno 2004

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