
E’ il tempo che è passato dal mio ultimo post.
Beh, si vede che non avevo nulla da dire, nulla di strano in fondo! No? Ed invece ce n’è di strano. Non è cosa buona non aver nulla da dire.
Non ha nulla da dire se provi amabile disinteresse per ciò che accade intorno a te. Non hai nulla da dire se il tuo cervello vaga in una sorta di encefalogramma piatto. Questo è il mio stato di questi giorni. Cosa puoi fare quando il tuo stato emotivo versa in questa condizione?
- Puoi lanciarti in una folle corsa nel cuore del freddo inverno. Il freddo, si sa, riattiva la circolazione.
- Puoi chiudere gli occhi e lasciarti consumare dai rumori delle feste natalizie.
- Puoi leggere un libro per costringere al movimento il tuo apparato cognitivo emozionale.
- Puoi aprire un quaderno o il video del tuo pc e scrivere senza direzione.
- Puoi…
Emozioni, pensieri monchi vagano liberi, non si addensano. Le emozioni non si addensano in affetti manifestati, i pensieri non si addensano in concetti.
Ogni volta che questo accade ho come la sensazione di camminare in un limbo. E’ lo stato che odio maggiormente. Come camminare in una strada della quale non conosci la direzione. Non è una condanna camminare senza direzione. Se lo fai per scelta.