Su stare e fare
Sole di notte, inserito originariamente da alessandro guidi.
Le nostre giornate scorrono in un continuo alternare tra stare e fare.
Nei giorni di festa, quando rilassiamo le membra di fronte ad un vecchio film in bianco e nero, quando girovaghiamo per casa senza direzione, quando non pensiamo a cosa fare il giorno dopo, allora stiamo.
Al gioco del sette e mezzo, vai avanti, chiedi carta. Quando decidi di fermarti allora stai.
Dormire è stare.
Mangiare è stare.
Parlare è stare.
Riflettere è stare.
La famiglia , la relazione con il proprio partner, i figli, crescono e si consumano al livello dello stare.
Pur essendo pervasi dall’etica del fare la maggior parte del nostro tempo si dipana al livello dello stare.
Mentre stai, oltre a camminare nudo per casa, a perdere tempo a fare zapping alla televisione, pensi, progetti, costruisci per il fare.
Il fare crea cose e le lascia ai posteri. I personaggi della storia si ricordano per ciò che hanno fatto. La fama riguarda il fare.
Lo stare crea idee e affetti e le lascia ad amici, parenti, partner, figli.
Una cosa non è più importante dell’altra. Non vi è fare senza stare ed il fare da vita allo stare.
Qualche volta mi trovo nella spiacevole condizione psicologica di dover fare , per stare. Mi capita con i miei figli che non abitano con me.
Forse è inevitabile. Lo stare scorre rigoglioso nelle mura della propria casa.