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	<title>Comments on: L&#8217;epoca delle passioni tristi</title>
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	<description>Vita Riflessa</description>
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		<title>By: alessandro</title>
		<link>http://www.alessandroguidi.net/2009/05/17/lepoca-delle-passioni-tristi/#comment-1500</link>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2009 10:56:54 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Martina,
a proposito della costellazione di Vega...
Mi sento continuamente in conflitto tra andare o stare.
Tra un solipsistico andare, libero da vincoli e un pieno e felice stare.
Lo stare talvolta può sembra non essere felice ma contiene la speranza che possa diventarlo
Al contrario dell&#039;andare.
ciao
grazie a te!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Martina,<br />
a proposito della costellazione di Vega&#8230;<br />
Mi sento continuamente in conflitto tra andare o stare.<br />
Tra un solipsistico andare, libero da vincoli e un pieno e felice stare.<br />
Lo stare talvolta può sembra non essere felice ma contiene la speranza che possa diventarlo<br />
Al contrario dell&#8217;andare.<br />
ciao<br />
grazie a te!</p>
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		<title>By: Martina</title>
		<link>http://www.alessandroguidi.net/2009/05/17/lepoca-delle-passioni-tristi/#comment-1497</link>
		<dc:creator>Martina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 08:28:04 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Alessandro, rispondo alla chiamata ;) Premetto che non ho letto il libro e probabilmente, visto l&#039;elenco di libri &quot;pending&quot; che ho da leggere non avverrà se non tra qualche mese.
Però, come sai, ho idee forti su questo argomento. Appartengo (con orgoglio) a quella categoria di psicologi (un movimento che si è esteso a macchia d&#039;olio in tutto il mondo) che rifiuta le classificazioni mediche delle malattie mentali, diversità o disabilità che dir si voglia. Questa tendenza è così estesa che ormai non è più un problema di semantica ma, ahimé, un problema sociale. Per questo motivo difficilissimo da estirpare. Nonostante io abbia eliminato i &quot;sintomi&quot; della differenza di mio figlio, questi &quot;sintomi&quot; vengono riportati alla luce ogni volta che si presenta un evento sociale. Ad esempio, la ricerca di una scuola. Non appena una scuola accetta mio figlio, tutta una serie di problematiche, richieste al dipartimento della pubblica istruzione, documenti ufficiali da firmare, telefonate da fare, ci consuma inesorabile il tempo quotidiano. E non perché ci sia una differenza effettiva ma perche tali &quot;sintomi&quot; vennero classificati dalla categoria medica (che come sai ho in disgusto) anni fa in due parole: Asperger Syndrome.
Allora, o si va a vivere sulla costellazione di Vega (ma purtroppo il warp drive non è stato ancora inventato ;)) oppure, per puro senso di sopravvivenza, si accetta la natura discriminatoria dell&#039;Homo Sapiens... è una discussione che richiederebbe pagine e pagine... ma forse prosto vi dedicherò un ennesimo post, agganciandomi al tuo;)
Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Alessandro, rispondo alla chiamata <img src='http://www.alessandroguidi.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  Premetto che non ho letto il libro e probabilmente, visto l&#8217;elenco di libri &#8220;pending&#8221; che ho da leggere non avverrà se non tra qualche mese.<br />
Però, come sai, ho idee forti su questo argomento. Appartengo (con orgoglio) a quella categoria di psicologi (un movimento che si è esteso a macchia d&#8217;olio in tutto il mondo) che rifiuta le classificazioni mediche delle malattie mentali, diversità o disabilità che dir si voglia. Questa tendenza è così estesa che ormai non è più un problema di semantica ma, ahimé, un problema sociale. Per questo motivo difficilissimo da estirpare. Nonostante io abbia eliminato i &#8220;sintomi&#8221; della differenza di mio figlio, questi &#8220;sintomi&#8221; vengono riportati alla luce ogni volta che si presenta un evento sociale. Ad esempio, la ricerca di una scuola. Non appena una scuola accetta mio figlio, tutta una serie di problematiche, richieste al dipartimento della pubblica istruzione, documenti ufficiali da firmare, telefonate da fare, ci consuma inesorabile il tempo quotidiano. E non perché ci sia una differenza effettiva ma perche tali &#8220;sintomi&#8221; vennero classificati dalla categoria medica (che come sai ho in disgusto) anni fa in due parole: Asperger Syndrome.<br />
Allora, o si va a vivere sulla costellazione di Vega (ma purtroppo il warp drive non è stato ancora inventato <img src='http://www.alessandroguidi.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> ) oppure, per puro senso di sopravvivenza, si accetta la natura discriminatoria dell&#8217;Homo Sapiens&#8230; è una discussione che richiederebbe pagine e pagine&#8230; ma forse prosto vi dedicherò un ennesimo post, agganciandomi al tuo;)<br />
Grazie.</p>
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