Archive for the 'racconti' Category

Un lunedì di speranza!

Posted by admin on Oct 15 2008 | Politica, Società, racconti

Lunedì sera, una grande fiaccolata per le strade di Firenze.
Non so più misurare il numero delle persone, non sono più abituato alle manifestazioni di piazza. Un bel corteo sorridente, notturno. Insegnanti e studenti.
Molte scuole fiorentine sono occupate dagli studenti.
La passione politica non è ai massimi livelli, ma qualcosa si muove. Raccolgo frammenti dal racconto dei miei figli che frequentano la quinta ginnasio di un liceo fiorentino, anch’esso occupato.
Mi raccontano: “si ha l’impressione che in molti casi si è spinti più dal desiderio di saltare la scuola che dalla voglia di protestare…”
Una speranza:
La speranza che la scuola ritorni ad essere non solo il primo gradino della promozione sociale.
Il luogo dove non si pratica studio perché è utile ma perché serve all’uomo alla vita de suoi legami sociali e di senso.

“La mancanza di un futuro come promessa arresta il desiderio nell’assoluto presente. Meglio star bene e gratificarsi oggi se il domani è senza prospettiva. Ciò significa che nell’adolescente non si verifica più quel passaggio naturale dalla libido narcisistica (che investe sull’amore di sé) alla libido oggettuale (che investe sugli altri e sul mondo). In mancanza di questo passaggio, bisogna spingere gli adolescenti a studiare con motivazioni utilitaristiche, impostando un’educazione finalizzata alla sopravvivenza, dove è implicito che “ci si salva da soli”, con conseguente affievolimento dei legami emotivi, sentimentali e sociali.”
U. Galimberti-. La Repubblica. 1 giugno 2004

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Treni

Posted by admin on Sep 27 2008 | racconti

Qualche nese fa sul treno Firenze-Pistoia, una scritta con il pennarello nero accanto al mio seggiolino,  sotto il vetro. Impugno il mio palmare  e me la scrivo. Oggi mentre cercavo un file eccola riapparire.

“5.4.08 a Firenze con  il mio amore che amo + della mia vita e ci sposeremo come promesso AMORE Ti AMO TROPPO 6 LA MIA VITA”

Calligrafia femminile, adolescente che promette amore eterno.

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Promessa mantenuta

Posted by admin on Aug 03 2008 | "Strettamente personale", racconti

 piscina

Un viale  sterrato pieno di rose apre la vista delle villa. Una nuvola di polvere si alza al passaggio. Aumento leggermente la velocità, guardo dietro, mi garbano le strade con la polvere.  Vicino alla villa un parcheggio “disordinato”. Non vi sono posti segnati ma spazi in mezzo agli alberi, che sembrano nascondere la auto in sosta.

Entro,  libero, nessuno che ti blocca l’entrata.  Si entra in casa , in un salone pieno di arazzi con una scala sulla destra che porta probabilmente alle stanze superiori. Vado avanti con passo sicuro solo perchè sono stato precedentemente istruito, altrimenti sarei di sicuro stato intimorito da questa “ospitalità” dal tono nobile.

Passo attraverso un grande patio,  entro finalmente nel giardino con vista piscina.

Acero, Olivi, Corbezzoli, Cipressi…ti accolgono. Un prato verde non curato, appena bagnato. Si respira un pizzico di decadenza vrtuosa che rende il contesto ospitale e non ostentato. Un posto per tutti.

E quasi mezzogiorno. Mi guardo intorno, 9 persone in tutto compresi noi..che siamo in tre, io Nicola e Gloria.

Buongiorno. Una coppia di donne sui 5o anni mi saluta in modo aperto. Ricambio il saluto mentre mi prendo un lettino. Forse sorelle o forse coppia, non saprei.  Parlano piano vicino al bordo piscina all’ombra di un olivo.

Piscina in stile pompeiano, 2o metri circa. Non grande ma sufficiente. Mi butto , due bracciate, mi rinfresco.  Mi siedo con Nicola sul bordo piscina.

Una coppia, uomo donna, sui trent’anni più amica di lei. Parlano di viaggi. L’amica parte per l’India il 16 di Agosto. Lui sembra un discreto viaggiatore. Indossa una maglietta rossa con il marchio di emergency.  Parlano di viaggi, di luoghi che non conosco, capisco che si tratta di una qualche località in Indonesia. L’amica fa considerazioni sulla bellezza di questa o quella località. Lo fa in modo discreto, senza ostentazione con la genuina empatia di chi ama il viaggio.

Due donne, 70 e 60 anni direi. Dall’altra parte della piscina, all’ombra del fico. La donna pù vecchia si alza, si muove con circospezione, la  piscina è circondata da un bordo in pietra serena che brucia battuta del sole. Il calore sembra farle perdere momentaneamente l’quilibrio.

Una coppia è arrivata, 55 anni circa,  chiedono informazioni al  personale  in inglese ma non  sembrano britannici  e nemmeno americani.  Faccia simpatica, discrezione nordica.  Forse sono arrivati in bicicletta.

Pomeriggio, ore 15.00 circa. Un gruppone di ragazzi, una decina forse, intorno qi 18 anni. Uno si stacca dal gruppo e con una gag si butta in piscina. Stava evidentemente imitando un amico.  Si lanciano in acqua. Chiasso  discreto. Qualcuno nuota bene, qualcuno meno bene. Uno non sa nuotare.

Trascorre il tempo. Non ci accorgiamo. Le voci allegre senza rumore.

Ad un certo punto il personale inizia a portare tavoli nel giardino, scopriamo che nel pomeriggio c’è un matrimonio. Chiedo a che ora bisogna sloggiare. La signora che guida l’organizzazione mi sorride-, “potete stare quanto volete…il matrimonio andrà avanti fino a mezzanotte.” Evidentemente chi fa la festa di matriomonio deve rispettare l’ospitalità del luogo.

Un luogo nobile, che attenua i suoni,  aperto, senza porte. Non so se questo sia il pubblico di sempre ma si ha come l’impressione che sia il luogo a prevalere sul carattere dei suoi “abitanti”. Perchè, a volte,  se riesci a creare un bel luogo anche le persone possono diventare belle.

Alle 18 esco. Sulla sinistra della porta di uscita due biciclette.

Avevo preso con Enrica un impegno  di ricerca: “sociologia della piscina la chiamerei.

Troppo caldo ehh!!

:)

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Sole che filtra

Posted by admin on Aug 01 2008 | "Strettamente personale", racconti

nebbia e sole

Qualche gg fa sono andato ad un concerto della PFM . Se non fosse che ci sono andato con i miei figli  che hanno quasi 15 anni, avrei avuto la sensazione di andare ad un ritrovo di “vecchi” quaranta/cinquantenni.

Arrivato al parco fluviale di Pontassive, la sensazione risultava confermata.Un pò di sedie, non tante, i posti tutti occupati. Si sa quando si invecchia si ha la tendenza ad arrivare prima. Pubblico dall’occhio nostalgico.  Ci mettiamo in piedi, dietro.

Lo spettacolo inizia lento.  Di Cioccio inizia con le canzoni di De Andrè, le legge.  Difficile cantare le canzoni di DeAndrè.  Serve la sua voce, serve la sua carica emozionale, distante e profonda nello stesso tempo, timbrica e melodica.  Il pubblico fa i suoi appalusi di rito. Applaudono anche i miei figli,  forse a causa di un pò di “indottrinamento” consenziente sul rock anni “70.

Volto le spalle, il numero delle persone in piedi è cresciuto,  si muovono,  tentano di avvicinarsi al palco e oscurano in parte la visione a coloro che si godevano lo spettacolo comodamente seduti. Si alzano le proteste..” non si vede”!!  Finisce la prima parte dello spettacolo quella dedicata a DeAndrè. Un applauso al ricordo di Faber.

Cambiano i suoni. Le sonorità del rock si diffondono nel parco. La forza delle luci aumenta. Mi volto di nuovo. Sono arrivati tanti “non puntuali”. Tutti in piedi salvo i soliti. Inizia a farsi tardi qualcuno lascia la sua sedia che non viene rioccupata. Anzi qualcuno si alza si muove  animato dalle sonorità e dal pubblico dei “non puntuali”.  Sulle note di River of Life, progressive puro,  il contatto con il pubblico si è stabilito. Pubblico tutto,  compreso quelli dei puntuali.

Il calore emotivo aumenta, Di Cioccio e compagni lo sentono, lo prendono, lo amplificano  e lo riversano,  in una specie di reiterazione da moto perpetuo. Un moto, che,  in un crescendo di braccia che si allargano, arriva  fino alla fine.

“Impressioni di settembre” .. “perchè  il sole tra la nebbia filtra già il giorno come sempre sarà”

I puntuali rimasti si sono alzati, hanno alzato le mani, i non puntuali li hanno travolti.

I miei figli sono contenti… e anch’io.

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