Archive for the '"Strettamente personale"' Category

Colpa e responsabilità

Posted by admin on Mar 09 2010 | "Strettamente personale", Riflessioni

A volte il tempo annebbia i ricordi. Risolve ciò che rimane irrisolto. Così sembra!
Quando un ricordo esce dalla coscienza sembra sparire dalla nostra vita.
Può accadere che scelte fatte con passione o generosa dedizione, condite talvolta da scarsa consapevolezza,  giacciono nascoste nei nostri ricordi, annebbiate dal tempo.

A chi non è capitato di fare i conti con il passato che si ripresenta, magari sotto  nuove forme?
A volte questi ricordi riemergono, perché accadono eventi causati da scelte del nostro passato.
Può accadere pure di sentirsi vittime degli eventi, scatenare il nostro risentimento fuori di noi, attribuendo COLPE agli altri o al destino.

COLPA. Ho bandito il termine colpa dal mio vocabolario.
Si parla di COLPA quando ci si riferisce ad un atto o comportamento che contravviene a una norma. Si addice al diritto, meno all’etica per niente alla psicologia.
Se trasgrediamo una legge lo stato deve pensare alla nostra punizione. Se compiamo un atto “irresponsabile” ci confrontiamo invece con i nostri valori e con quelli della comunità con cui ci troviamo ad operare.
La colpa evoca la pena: chi trasgredisce la norma viene punito.

Per la felicità degli uomini a colpa preferisco RESPONSABILITÀ,  l’atto del rendere ragione delle azioni proprie a se stessi e alle persone “prossime”, il prossimo nostro.

La RESPONSABILITÀ che sembra appesantire, invece libera, rende gli uomini attori della propria vita. Ogni mattina faccio esercizio quotidiano per allenarmi alla RESPONSABILITÀ. Anche di fronte alle ingiustizie del passato.

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Amore per il ritmo e ritmo dell’amore

Posted by admin on Nov 19 2009 | "Strettamente personale", Riflessioni

Non è ancora scattata l’unità di tempo anno; il terzo livello di misurazione del tempo.
Giorni, mesi, poi arrivano gli anni. Se arrivi al terzo livello rischi di perdere il ritmo.
Qualche idea, che avrebbe la dignita di traformarsi in parole, ogni tanto scorre nella mia testa.
Tuttavia non riesce a sedimentare in modo sufficiente per passare sulle pagine di questo blog.
E si sa un blog ha un suo ritmo. Se lo perdi rischi di perderne il senso, ed anche l’essenza.
Battere il tempo; giorni,mesi o anni, tutto va bene. Ogni cosa, azione emozione, passione ha il suo ritmo.

Ci sono cose, azioni, che richiedono ritmo quotidiano, altre mensile altre ancora annuale.

Basta non fare confusione tra ciò che ha bisogno di cura quotidiana e ciò che invece ha necessità di attenzione meno frequente.

A me capita, qualche volta, di fare confusione; per distrazione, qualche volta per accidia.
La distrazione si combatte con il supporto della tecnologia, è sufficiente un allarme sul proprio telefono.
L’accidia, l’indolenza con il lavoro quotidiano.
Stamani, nello spazio di questo tragitto in treno tra firenze e pistoia, tento di rianimare il ritmo  di questo blog.
Forse un atto simbolico, per non dimenticare tutte le cose, tutti gli affetti, gli amori che nella vita hanno bisogno di ritmo.
Per rispettare il ritmo di ognuna di queste cosa.
Per assecondare il ritmo d tutte le cose imporanti della nostra vita.

Perchè perdere il ritmo significa perdere la visione dei nostri valori.

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Melodie nascoste

Posted by admin on Aug 02 2009 | "Strettamente personale", Riflessioni


Mentre scorrono pensieri e azioni siamo talvolta accompagnati dalla presenza di una melodia.
Vi sono melodie che si incontrano con noi,  altre che ci passano accanto, senza nemmeno salutare.
La melodia segue il percorso dell’uomo, incontro di musica e canto.
E’ grazie a questo incontro che comprendiamo le melodie. Comprendiamo con fatica la musica senza melodia.
Il jazz, musica senza melodia apparente.
Gioco di suoni in libertà senza ordine melodico. Apparentemente.

Tuttavia anche il Jazz può essere cantato ed incontrarsi con l’uomo.
Non è facile cantare il Jazz. Richiede lo sforzo della ricerca.
Il jazz sembra quasi riservato, nasconde le melodia, la nasconde nelle pieghe delle note.
Ad un tratto sembra volertela mostrare con chiarezza. Eccolo il ritmo regolare della melodia, riconoscibile,  sì eccolo. Passa un attimo e si allontana, per poi ritornare e fuggire di nuovo.

Ma, se ti sforzi, se ti eserciti, in ogni gruppo di note, apparentemente casuali, puoi riconoscere quell’incontro tra musica e canto,.
Lo riconosci se segui il suo fluire.
Lo riconosci se eserciti il tuo orecchio.
Lo riconosci se ascolti tante volte.
Ad ogni ascolto una nota nascosta emerge.
Ogni ascolto un esercizio.
Un esercizio alla ricerca delle melodie nascoste,  dei nostri incontri tra melodia e canto.
Ho ascoltato il concerto di Colonia di Keith Jarret molte volte.
L’ho riascoltato  in questi giorni.
Ho scoperto melodie che non conoscevo.

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Prospettive e percorsi

Posted by admin on Jul 05 2009 | "Strettamente personale"


Ogni cambio di prospettiva apre scenari nuovi.
Non è il caso che mi ha guidato Domenica mattina.
Non è il caso che che Domenica mi ha condotto in quella strada acciottolata che mai avevo percorso.
Non è il caso che il suo percorso fosse in salita, anomalo per una città quasi tutta in pianura.
Una salita faticosa a tratti dolorosa.
Ma appena ti volti ecco una nuova prospettiva, ignota.

E le nuove prospettive inducono nuovi percorsi.
Qualche volta una nuova prospettiva rimane oggetto della contemplazione meditativa.
In altri casi invece ci travolge per la sua bellezza o per il suo MISTERO.
E allora occorre seguire quel cammino, RISCHIARE di camminare senza certezza della direzione.
Rischiare di lasciare le mura sicure della propria “casa” entro la quale lasciamo persone caldamente vicine e cose talvolta ottundenti.

Per intraprendere un percorso di cui non conosciamo nè la vicinanza spazio temporale e nemmeno i contenuti emotivi. Ogni cammino verso destinazione incerta è per sua ineffabile. Le sue emozioni embrioanali albergano nei luoghi reconditi del nostro spirito e lì segretamente devono rimanere.
Alla fine del percorso, quando il MISTERO si trasforma e diventa prima consapevolezza poi conoscenza ed infine esperienza, solo allora potremo sviluppare la nostra narrazione.
Prospettive rivelatrici.
Domenica mattina, ero troppo affaticato dalla salita per ammirare la bellezza del cambio di prospettiva.

Ispirato dal “terremoto” di Elena.

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