Quale futuro per me stesso?

Quale futuro per me stesso?
Guida
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Quale futuro per me stesso ?

Non so se questa domanda accompagni i sonni notturni di coloro che si trovano impegnati in un impresa. Il tempo lungo dell’impresa richiede passo cadenziato e mal si concilia con chi non riflette anche al proprio personale futuro. E’ una domanda che deve veder impegnato il gruppo dirigente, perché solo attraverso la reciproca dichiarazione degli scopi è possibile creare “senso comune”.

Una domanda per tutti coloro che aspirano ad una felicità professionale che consenta l’espressione della nostra identità nelle cose che facciamo. Nelle imprese di valore si riconoscono  “pezzi  di noi ”  per la nostra vita di oggi e anche per le generazioni che arrivano dopo di noi.

Leadership

Quanta forza, capacità e coraggio sono necessarie per esercitare un’azione di guida per questo cammino?  Sono richieste doti sovra-umane al gruppo dirigente ?  Ci lamentiamo dell’assenza di leader. Ce ne lamentiamo nella vita politica e spesso anche nel Business. Ma sarà così necessaria la ricerca dei super-uomini ? Possiamo declinare diversamente  questo temine ? A me è venuto di farlo nel contesto citato riferendomi al concetto di uguaglianza.

 L’uguaglianza è un valore che fa parte della mia biografia intellettuale.Tuttavia l’uguaglianza non esiste in natura. La differenza è alla base dell’evoluzione naturale. Chi ha tentato di dare all’uguaglianza una dimensione sostantiva è approdato rapidamente alla massificazione e all’omologazione. Tuttavia, in una comunità di soggetti uniti di comuni finalità, considero valore la costante ricerca degli elementi che accomunano e non di quelli che differenziano. Considero pertanto l’uguaglianza non un prodotto della natura ma della ragione, un atto di emancipazione dal dato naturale.

Tutti devono essere infatti dichiarati uguali nei diritti e nelle opportunità. Tutti devono essere dichiarati uguali nella potenziale espressione di valore.Leopardi non avrebbe segnato tanti goal come Maradona e Maradona non avrebbe potuto scrivere la Ginestra. In scala ridotta possiamo applicare questo concetto alla nostra realtà. Dobbiamo andare alla ricerca dei nostri Maradona e dei nostri Leopardi.

Questo vale in prima istanza per chi aspira a diventare la guida di questo percorso. Convinto che il ruolo di guida sia “autorità relativa” perché strumentale a raggiungere il fine condiviso e scelto”.

Appare chiaro il mio punto di vista: chi ha aspirazione a “fare impresa”  deve osservare più l’opera che cresce nelle proprie mani che se stesso.!

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