Coltivare e nutrirsi dei frutti del raccolto.
Percezione di libertà.
Ogni volta che pensiamo ad una condizione di libertà facciamo riferimento ad una condizione di latenza di rapporti.
Quanto maggiore è la dipendenza da altri tanto minore sembra essere il nostro livello di libertà.
In realtà il nostro equilibrio consiste nel gestire “relazioni deboli”
Quelle NON fondate sulle masturbazioni delle nostre sinapsi.
Quelle che ogni giorno hanno necessità di essere alimentato di ingegno, di creatività, di rischio.
Siamo talvolta affascinati dal movimento solitario del nostro cervello.

L’amicizia è una relazione debole.
L’amore è una relazione debole.
Ogni volta
Debole perché non segnato da coercizione.
Debole perché soggetta anche all’altrui libero arbitrio.

Le relazioni forti vivono perché alimentate da forze esterne, coercitive.
La modernità sembra segnata dalla presenza pervasiva di relazioni forti.
Le relazioni forti sono semplici.
Animali.
C’è sempre un capo ed un esecutore. Relazioni sicure. Sicure per chi comanda,sicure per chi esegue.
Relazioni dai confini chiari dove gli ingegni non si mescolano.
La nostra ricchezza consiste nel sedersi sempre al confine tra noi è gli altri perché è solo da quella posizione che siamo nelle condizioni di godere della miglior vista.

Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Bello. Bello ciò che scrivi e come lo scrivi. Bello sarebbe riuscire a imparare da ciò che scrivi e assimilarlo, farlo mio, non è facile. Io non credo di esser brava nel sedermi al confine fra me e gli altri, almeno non consapevolmente…però sarebbe una gran cosa…

  2. T. W. Adorno, nei Minima Morialia, diceva più o meno così: amore è poter dimostrare debolezza senza ricevere in cambio forza. Più che debole l’amore è una relazione «leggera» e per questo deve essere libera e vissuta in autonomia, ossia nel rispetto dell’altro da sé, con generosità. L’amore sovverte le equazioni dello scambio e del valore. Per questo il cristianesimo era rivoluzionario.
    In fondo è un esercizio difficilissimo, forse impossibile, soprattutto per chi è stato marchiato da un caposaldo dell’educazione sentimentale come la canzone dei Pooh «Tanta voglia di lei».
    Ma si sa quando i margini di miglioramento sono così tangibili forse qualche speranza ancora c’è.

  3. Giuro che non ho letto Adorno!!
    🙂
    Spero sempre nel miglioramento!!

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