11 Settembre

allende

La nostra vita quotidiana è fatta di obiettivi da conseguire. Alcuni di questi sono indotti altri sono elaborazioni “autoctone frutto della nostra capacità di analisi.

La lotta per gli obiettivi crea uomini determinati; uomini che “sanno il fatto suo”.
Uomini forti che, in quanto forti, raccolgono il consenso altrui.
Uomini forti che, in quanto forti, vengono acclamati come leader.
Ci siamo abituati alla guerra, la consideriamo un’arte;  guerra totale che contro tutto quello che tende ad uscire dagli argini. Esercitiamo un tamponamento prima culturale e poi “militare”.

Continuiamo a preferire il colonialismo al conflitto. Il conflitto come quell’esercizio nobile della dialettica, del confronto, talvolta aspro, che consente la fusione di ricchezze  culturali e ideali.
Ieri era l’11 Settembre. La data che ricorda due violenze:

11 Settembre 1973, colpo di stato in Cile
11 Settembre 2003, l’attentato alle torri gemelle.
Ogni volta che facciamo ricorso alla violenza, intesa come la volontà di soverchiare una cultura, un punto di vista un’idea scateniamo una reazione uguale e contraria. Agiamo imperterriti, senza alzare la testa come intontiti dalla spirale di violenza.
Ne parlavo ieri sera con i miei figli riflettendo su alcuni episodi della vita quotidiana.
Talvolta è difficile uscire dalla spirale del risentimento,  se pensi di essere nel giusto.

Esplora

Silenzio delle idee lunghe

tanti piccoli flebili suoni cantano un brusio di fondo accompagna costantemente  le ore della nostra giornata scrivo sul mio iPhone direttamente nella

Per fare tutto ci vuole un fiore

Per fare un tavolo ci vuole il legno, Per fare il legno ci vuole l’albero, Per fare l’albero ci vuole il seme,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.