Colpa e responsabilità

A volte il tempo annebbia i ricordi. Risolve ciò che rimane irrisolto. Così sembra!
Quando un ricordo esce dalla coscienza sembra sparire dalla nostra vita.
Può accadere che scelte fatte con passione o generosa dedizione, condite talvolta da scarsa consapevolezza,  giacciono nascoste nei nostri ricordi, annebbiate dal tempo.

A chi non è capitato di fare i conti con il passato che si ripresenta, magari sotto  nuove forme?
A volte questi ricordi riemergono, perché accadono eventi causati da scelte del nostro passato.
Può accadere pure di sentirsi vittime degli eventi, scatenare il nostro risentimento fuori di noi, attribuendo COLPE agli altri o al destino.

COLPA. Ho bandito il termine colpa dal mio vocabolario.
Si parla di COLPA quando ci si riferisce ad un atto o comportamento che contravviene a una norma. Si addice al diritto, meno all’etica per niente alla psicologia.
Se trasgrediamo una legge lo stato deve pensare alla nostra punizione. Se compiamo un atto “irresponsabile” ci confrontiamo invece con i nostri valori e con quelli della comunità con cui ci troviamo ad operare.
La colpa evoca la pena: chi trasgredisce la norma viene punito.

Per la felicità degli uomini a colpa preferisco RESPONSABILITÀ,  l’atto del rendere ragione delle azioni proprie a se stessi e alle persone “prossime”, il prossimo nostro.

La RESPONSABILITÀ che sembra appesantire, invece libera, rende gli uomini attori della propria vita. Ogni mattina faccio esercizio quotidiano per allenarmi alla RESPONSABILITÀ. Anche di fronte alle ingiustizie del passato.

Questo articolo ha 6 commenti.

  1. Vero.
    La parola “colpa” suona come il prodotto di una azione svolta nella consapevolezza di operare nel e per il male, odora di cattiva fede, sa di criminoso, di peccaminoso, di premeditazione.

    Reponsabilità è lo sfondo in cui si compiono scelte, operando in un regime di consapevolezza e di possibilità.

    C’è una bella differenza.
    Colpa = conseguenza di un errore commesso senza onore.
    Responsabilità = assunzione degli oneri e degli onori di una scelta.

    Ogni scelta comprende la possibilità di errori e a volte si rivelano tali con il Tempo. C’è onore nella parola Responsabilità: c’è lo spettro del disonore nella parola colpa.

    Si Alessandro, la parola colpa è brutta, grossolana, pesante.
    Responsabilità comprende il coraggio di una scelta. Scelta, non cattiva azione. Scelta.

    Perseguendo un ideale, portando avanti un “credo” è una scelta. Nessuna scelta è per sua natura esente da errori. Men che meno quelle fatte con passione e con amore e soprattutto con dolore.
    Ci va il rispetto per chi ha coraggio di scegliere.

  2. Io ovviamente ne faccio una questione non etica ma psicologica (scusa ma non riesco ad evitarlo 😉 )
    Questo post mi si addice molto perché negli ultimi 12 e passa mesi ho dovuto fare i conti con numerosi sensi di colpa. La parola stessa, il termine “colpa”, era una costante nel mio quotidiano. E’ una cosa molto femminile, il prendersi le colpe che in genere vengono lanciate da destra e a manca. Un tempo le streghe veniveno messe al rogo per le loro presunte colpe.
    Anch’io mi sono resa conto che di colpe non ce n’erano, ma solo responsabilita`. Ho fatto delle scelte in passato e si sono rivelate errate. Me ne assumo la responsabilita`. Ne vivo le conseguenze.
    Per riagganciarmi alle tue parole, i piu` grandi idealisti della sotira sono quelli che sono riusciti a ben bilanciare questo rapporto responsabilita’/conseguenze. Gli eroi che hanno accettato di morire per azioni ed idee a cui credevano. O persone di eroismo piu` umile, che non includevano nel loro vissuto sacrifici estremi ma comprendevano la rinuncia a mille cose quotidiane. A mille piccoli diritti.
    La conseguenza delle proprie scelte, diceva Sartre, ogni uomo fa le proprie scelte consapevolmente, ne accetti le conseguenze.
    Molte cose sarebbero diverse in questo mondo perverso se questa logica esistenzialista venisse applicata in ogni istanza.
    Un abbraccio

  3. il buddhismo e l’induismo insegnano che ogni minima cosa che facciamo, consapevole o no, scatena tutta una serie di conseguenze, quindi meglio non fare niente o fare con assoluta purezza, cioè con buone intenzioni ma non per raggiungere un fine. Fare del bene per farlo in sé.

    Nel mio vocabolario colpa e responsabilità non esistono, ma scelte. So che avranno delle conseguenze, e anche non scegliere le avrà.

  4. ciao Celeste,
    a volte si sceglie anche senza coraggio. Si sceglie perché la scelta è “naturale”. Si sceglie con il livello di conoscenza che abbiamo. Forse le conseguenze della scelte richiedono a volte un pò di energia, talvolta un pò di coraggio.

  5. Ciao Martina,
    hai ragione, sotto il profilo strettamente psicologico sono d’accordo.
    I sensi di colpa alimentano le case farmaceutiche. 😉
    Ed hai ragione anche sulle donne che sono “costrette” a portare il fardello della colpa!
    Sotto il profilo invece “sociologico” diventa interessante per tutti quelli che come me hanno interpretato sempre guardato la cosa con la lente del “soggetto” società approfondire il principio della “responsabilità” individuale.
    Un abbraccio anche a te!

  6. Ciao Enrica,
    Si il cuore puro guida le scelte buone!
    Sono d’accordo.
    Le conseguenze delle nostre scelte, comunque, richiedono la piena responsabilità dell’individuo per evitare il rischio di scaricarle sugli altri o sul destino!

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