Concretezza e astrazione

La spinta alla concretezza avvicina all’oggetto. Concretezza fa immaginare la soluzione di un problema, la casa che ogni giorno sale di un piano.
Nell’immaginario collettivo concretezza fa il paio con andare avanti, progredire.
Si dice: “…è un uomo concreto, uno che fa, che non si perde in discorsi…”
L’azione, il fare porta con se la soddisfazione della creazione. Come l’artigiano o l’artista che con abili mani trasformano materia informe in oggetto “vitale”.
Ma ciò che appare è l’ultimo inevitabile gesto.
Nelle mano dell’artigiano ogni oggetto è un pensiero. Ogni pensiero diventa una forma.

Quando occorre astrazione?

Tutte le volte che piove attraverso le tegole del nostro tetto.

Tutte le volte che un evento eccezionale scardina la nostra esperienza.

Tutte le volte che le nostre metodiche sembrano inermi alle tempeste del viaggio.

Allora, il pensiero, l’astrazione allontana dall’esperienza, aiutando l’esplorazione di percorsi nuovi altrimenti sconosciuti.

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Silenzio delle idee lunghe

tanti piccoli flebili suoni cantano un brusio di fondo accompagna costantemente  le ore della nostra giornata scrivo sul mio iPhone direttamente nella

Per fare tutto ci vuole un fiore

Per fare un tavolo ci vuole il legno, Per fare il legno ci vuole l’albero, Per fare l’albero ci vuole il seme,

2 risposte

  1. …concordo con te…..però mi viene un dubbio…se quello che dici è vero, allora Berlusconi, che si definisci “uomo del fare”, è un artista…mmmh..boh..occorre molta astrazione!!

  2. beh …poi ci ono anche i bugiardi e i delinquenti ..e noi che non vogliamo essere ne bugiardi ne delinquenti…siamo costretti a fare molta astrazione

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