Sono andato a vedere il film di Virzì con i miei figli. Non ero ben predisposto. Nonostante la simpatia verso il regista livornese non so perchè mi aspettavo un film scontato. Chissà perchè. Invece mi sono commosso.

Forse perchè vi erano i “filosofi” in prima linea con il mondo del lavoro. “Filosofi” che si in inventano e inventano. Mi sono sentito coinvolto.

Gran brutta cosa la precarietà, distrugge la dignità, crea greggi di pensieri che spostano passioni vuote. Quando va bene. Se va male genera depressione e infelicità. Le persone come nella prima rivoluzione industriale si trasformano di nuovo in mezzi di produzione; ed il valore della persona dipende dal fatto d essere inclusi o esclusi, nominati.

In ogni stanza lo schermo televisivo passa il reality di Endemol.

Una speranza: si!!!!!!! Eccome!!!

Una vita davanti non segnata da un ruolo sociale, una vita non segnata dal senso della propria professione ma da senso della vita di chi non rinuncia ad essere una persona.

Cosa vuoi fare da grande domanda la vecchia signora alla bambina, la ballerina…no voglio studiare filosofia…

Un bel finale! Non so se ottimistico o pessimistico, sicuramente un invito alla speranza.

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. “oh, lo sai chi è stato? IL MAGGIORDOMO”

  2. sempre, è sempre colpa del maggiordomo. 🙂

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