salotto

Il dibattito sul salvataggio delle compagnia di bandiera infiamma giornali e rubriche televisive.
Alcune cose che non capisco.

  1. Se siamo nel libero mercato, che differenza c’è tra un’azienda privata italiana ed un’azienda privata francese?  Oltre tutto siamo in Europa
  2. Se siamo nel libero mercato perché preferire un’operazione che costa di più,  sia sotto il profilo finanziario che quello occupazionale?
  3. Se siamo nel libero mercato perché scaricare sul contribuente il costo di un’operazione di pura imprenditoria privata?

Insomma questa operazione a chi giova:

  1. All’Italia?  NO. Pare che questa operazione costi al contribuente circa 1 miliardo.
  2. Al dipendente dell’impresa in crisi?  NO Gli esuberi sono oltre il doppio rispetto alla soluzione Air-France
  3. Alla permanenza di un intervento pubblico nell’area dei servizi essenziali?  NO. Consegniamo gli asset ad una cordata di privati che hanno un solo obiettivo nel loro oggetto sociale: il profitto
  1. All’imprenditoria italiana? SI, che frustra i cavalli solo in ambiente in forte odore di protezionismo
  2. A Berlusconi? SI, che in questo modo entra nel salotto buono della finanzia italiana
  3. A Berlusconi? SI, che alimenta la sua insaziabile sete di potere.
  4. A Berlusconi? SI, che con questo nuovo potere acquisito potrà esercitare meglio l’arte del dono strumento per inseguire il suo principale desiderio: piacere.

Berlusconi ha sdoganato. Ha superato gli esami e anche la “finanza buona” gli offre fiducia.
L’era Berlusconi finirà, per anagrafe, tra quattro anni forse o forse più.
Nel frattempo la  “nuova sinistra”  avrà perso anche la patente di credibilità che fino ad oggi era gli era stata attribuita, superata anche in questo.
Chissà che a qualcuno non venga in mente che il mestiere della sinistra non consiste nel frequentare il salotto buono delle finanza italiana.
Ad ognuno il suo mestiere!

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