La scommessa della decrescita che tenta Serge Latouche è più facile da definire che da vincere. Fondamentalmente parte osservando che se l’umanità continua ad accrescere il consumo di risorse limitate sul pianeta arriverà a un’ineludibile catastrofe. E dunque lo sviluppo deve cambiare direzione.”

Interessante post, interessante libro:

http://blog.debiase.com/

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. mi viene in mente una vignetta del mitico Quino:
    un tizio non fa che tossire, dalla finestra di casa sua si vede un gran fumo nero diffuso nel cielo, l’uomo esce, va a comprarsi le pillole contro la tosse. la fabbrica che le produce è la stessa che causa quel fumo..

    lo ‘sviluppo sostenibile’ è ancora un’utopia, anzi, il danno ambientale è l’unità di misura dello sviluppo stesso.
    per fortuna ci sono comunque molti studiosi che si preoccupano di sviluppare piani di utilizzo di energie alternative e di produzione bio-compatibile ed eco-sostenibile, ma nell’attuazione siamo ben lontani dallo standard del protocollo di kyoto.
    per adesso continuiamo a studiare, perchè un giorno la salvaguardia delle risorse diventerà più importante della manovra economica che ne consegue, perchè tanto è sempre e solo una questione di soldi!

  2. sai che cosa credo…che da qui in avanti lo spartiacque politico sarà tra i teorici ed i sostenitori della crescita=sviluppo ed i sostenitori della felicità.
    Bisogna cominciare a pensare che siamo “sovranutriti” e non solo di cibo.

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