Etica dell’intenzione

In questi giorni il dibattito sulle leggi ad personam infuoca le pagine dei giornali; come al solito fa più notizia il fatto che sia rotta “la tela” del dialogo tra maggioranza ed opposizione piuttosto che il problema in sé.
E’ frequente il ricorso alla posizione:
“gli italiani ci hanno dato ragione ed hanno punito il vostro antagonismo contro l’opposizione…gli italiani vogliono essere governati, gli italiani non ne possono di ideologie..”
Io sono contro la maggioranza.
Sono contro coloro che sacrificano l’etica dell’intenzione sull’altare dell’etica della responsabilità.
Sono contro coloro che.. “non ha importanza come si fa basta che si faccia”.

Ma chi sono questi Italiani?
Come può definirsi Uomo colui che sacrifica il valore dell’onestà per politico in nome di una presunta efficienza manageriale nella gestione della cosa pubblica.
Non può esistere etica della responsabilità senza etica dell’intenzione.
Un uomo politico può sottrarsi al giudizio della magistratura ma non a quello degli “italiani”.

Ma gli italiani quando giudicano?

Forse chi ha in animo che la politica si appoggi in un comodo letto di valori etici dovrebbe fare qualcosa in più.
E chi pensa che tutto questo non porterà alcun vantaggio elettorale sbaglia.
La politica non DEVE avere il corto respiro delle scadenze elettorali.
Perché la politica è quella  nobile attività di chi intende contribuire alla felicità degli uomini.

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