“…il governo fa ciò che i cittadini si aspettano…”

Imperversa in questi giorni il dibattito sul rischio autoritario derivante dal declassamento del ruolo del parlamento.
Si dice che il parlamento sia diventato un “votificio” , che abbia abbandonato completamente il suo ruolo di luogo della discussione e del confronto politico , che la democrazia si vada rapidamente trasformando  da democrazia parlamentare in  democrazia presidenziale.

Vi è poco da lamentarsi se il quasi 70% della popolazione italiana (sondaggi docet) sono d’accordo con l’operato del governo Berlusconi. Il governo governa con una maggioranza schiacciante perché così TUTTI hanno voluto.
Avrebbe voluto il governo di centro sinistra governare nelle stesse condizioni ? Certo !!!
Non ho mai amato il gioco dei due pesi e due misure.  La sinistra “di governo”  anche nel recente passato ha accolto con benevolenza i frequenti richiami al modello presidenziale come modello di governabilità.
MA… come diceva un mio vecchio amico animatore di polemiche da casa del popolo  “bravo ..il punto è questo ma il discorso è un altro…” .

Come può essersi consolidata questa cultura  che induce a gestire lo stato come un’azienda?
Come può essersi consolidata questa cultura che non prevede  l’esistenza di modelli e pratiche di vita alternative a quella esistente?
Come può trovare rapida diffusione questa cultura che fa dilagare l’odio razziale?
Come può essersi consolidato il pensiero che la ricchezza sia quella del profitto e ancora peggio che questo profitto possa essere raggiunto con le speculazioni finanziarie?
Come può essersi consolidato il pensiero che consegnare una qualsiasi istituzione al privato rappresenti garanzia di efficienza,  senza alcuna preoccupazione per lo scopo della stessa ?
Come può essersi consolidato il pensiero che sottrarre risorse all’ambiente sia una condizione necessaria per lo sviluppo ?
Come può essersi consolidato il pensiero che felicità fa il paio con profitto ?

La lista potrebbe essere lunghissima.
Il mio amico aveva ragione, credo che il discorso sia veramente un altro.
Occorre un rinascimento delle coscienze per rendere possibili un nuovo rinascimento culturale.
La cultura che esprime il nostro paese è questa; questa cultura esprime questa classe dirigente.

Potremo metterci a fare tanti discorsi sulla capacità di condizionamenti dei media, vecchi e nuovi e sul controllo esercitato su questi da parte delle lobby economiche. Ma il discorso non si sposta di una virgola sulla necessità di lavorare sulle coscienze.
Ma come al solito siamo dominati dalla  la corta prospettiva elettorale!

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Se speriamo che sia la politica ad operare sul rinascimento delle coscienze o sullo sviluppo culturale, allora siamo nella fanga….

  2. credo che la politica possa davvero poco oggi…per ora possiamo agire solo sui nostri comportamenti.

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