Andrea ha compiuto 50  qualche sabato fa.
Un po’ di persone si sono riunite, a casa sua, sotto la sapiente organizzazione della compagna Corinna.
“Se devi osservare un aquilone non lo fare mentre stai attraversando un incrocio”.
Era al frase che avevo scelto.
Corinna aveva chiesto una frase a ognuno dei partecipanti, una frase che in qualche modo ci rappresentasse
Un simpatico modo per aprire agli altri un pezzi della nostra identità
Guido verso la casa di Andrea, Cristina, accanto a me,  mi racconta, accalorata, una vicenda della sua giornata. Seguo i suoi pensieri.
Sbaglio strada; mi accade spesso quando i pensieri si muovono.
Giro lo sguardo verso Cristina: “Che fatica…” capisce il riferimento, ne abbiamo parlato molte altre volte.
L’atto faticoso non è cosa negativa!
Semplicemente richiede molto impegno…e ..quotidiano.
La fatica di arginare le proprie tendenze quando diventano eccessi.
La mia  tendenza a non guardare dove metto i piedi.
Quella tendenza che mi fa incespicare e talvolta sbagliar strada, camminare con la testa rivolta verso l’alto, continuamente verso ciò che non si vede.
E’ vitale volgere lo sguardo oltre l’orizzonte.
Devi solo far attenzione agli incroci.
La festa di Andrea è stata bella! Ci siamo accordati per il bis senza aspettare che passino altri 50 anni.

Questo articolo ha 5 commenti.

  1. stupendo! anche la citazione “Se devi osservare un aquilone non lo fare mentre stai attraversando un incrocio” è davvero carina, la potrei adottare io..

    1. Enrica raccontaci di qualche aquilone che hai seguito..!!
      😉

  2. Ale, quel commento non è più calzante. Levalo pure…
    Questo invece si associa ad Enrica. Bella metafora, davvero.
    Pensieri e gesti non sempre fanno un concerto. E si finisce anche con il muso contro un palo (mi è successo!!).
    In quanto agli orizzonti .. bè, sì, significa crescere anche se qualche volta oltre un orizzonte c’è un po’ di vuoto, prima di un secondo orizzonte e capita che si casca di sotto. E ogni volta è fatica. Ma crescere è (anche) fatica.

    1. Come sempre quando ti capita di salire, c’è sempre il vuoto sotto di te.
      Rischio dell’ascesa.
      Ma chi va in montagna sa bene che per ascendere occorre sempre volgere lo sguardo alla cima del monte; anche se qualche volta è coperto da nebbia.

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