Opere

Ogni grande opera che vive oltre la vita di chi l’ha pensata e costruita è stata costruita con lo “sguardo basso” rivolto all’opera!  Tuttavia sappiamo che le grandi opere si compiono quando, uno o più, compiono l’atto frequente di alzare ed abbassare lo sguardo.

Alzare per orientare la direzione, abbassare per superare dossi e avvallamenti del terreno di cammino.

Equilibrio di tendenza, direzione e cammino quotidiano.

Quando abbiamo problemi?

Quando assecondiamo la nostra “animale” tendenza a seguire ciò che vediamo. Siamo anche limitati dal fatto che i nostri sensi non sono sviluppati come quelli degli animali!

L’uomo dispone tuttavia della capacità di immaginare ciò che potrebbe stare oltre l’orizzonte del visibile. La nostra vita arriva oltre lo spettro dello sguardo. La nostra vista no. Per questo occorre immaginazione. E poi occorre il confronto tra le “immaginazioni”, occorre la discussione, il conflitto sano, leale.

Per immaginare cosa potrebbe essere “costruito” di giusto  oltre i confini del tempo presente occorre sentire il bisogno di “perdere” il tempo nelle “inutili” discussioni sul perché, magari a  sfogliare un libro adagiati su una poltrona.

Siamo costantemente impegnati nelle analisi sul come avendo spesso perso il valore delle discussioni sul perché.

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. per me in realtà è il contrario: sempre dietro al perché, ho perso il come e l’ora, il qui e subito. Chiedersi sempre perché è spesso inutile: spesso non c’è un perché preciso e comunque cercarlo non serve a niente.

    Solo se si vuole “curare” serve: ma non si può perennemente vivere curando sè e gli altri come fossimo sempre malati, sapere il perché per trovare l’eziologia la diagnosi e la cura.
    Altrimenti quando viviamo?
    O forse facciamo così quando la nostra vita non ci piace.

    Ben diverso è il perché di curiosità, quello è il primo passo della scienza.

  2. Siamo nell’era della tecnica che ha smarrito il senso e quindi il perché.
    Il perché da senso, il come disorienta. Per questo amo chi ha voglia di perdere tempo nelle discussioni sul perché.

    Poi ci sono quelle che una volta chiamavamo “seghe mentali” !
    🙂
    Meglio limitarne la quantità..fanno diventare ciechi !
    Ciaoo

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