Alziamo grandi polveroni, mettiamo su reti sociali che ci fanno sentire in compagnia.
Ci fanno dire, sono allegro o triste e qualcuno risponde.
Non è male. Mi piace.
Si scambiano idee, si condividono percorsi. Le relazioni scorrono senza attrito, aiutate dalla rete che ci trasporta come un fiume.
Attenzione alle emozioni senza prossimità!
Le relazioni senza prossimità abbattono la forza dell’attrito diventano relazioni facili.
Le relazioni senza luogo sono relazioni “forti”. La forza di consentire l’interruzione del collegamento in ogni momento, quando desideri,  senza fornire spiegazioni a chicchessia.
Scrivo su questo blog.
Mi legge qualche amico  con cui discuto delle cose che scrivo nella vita reale
Mi  legge qualche amico incontrato qui, in questo luogo.
Potrei chiudere il blog e sparire senza aver mancato ad  alcun impegno  verso questi ultimi.
La rete pone un problema: la riflessioni sui luoghi.
Le relazioni senza prossimità possono pericolosamente degenerare in esercizi di socialità di singoli incalliti, di liberi pensatori frustrati dall’assenza di luoghi dove si esercita il confronto.
Occorre fare un po’ di attenzione!

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. L’estinzione dei luoghi e delle prossimità è un male, forse incurabile, della nostra società postmoderna. O meglio, come direbbe William Gibson, della nostra società post-geografica.
    Il tema da te sollevato angoscia molto anche me. Ma non vedo soluzioni. Viviamo nel superfluo, ed anche i contatti umani stanno diventando superflui.
    Forse la prossimità virtuale è la nuova strada, ciò che attende il nuovo Homo Sapiens. Chissà. Nel frattempo continuiamo a scrivere. In questo enorme paese senza confini.

    Ciao dall’Irlanda

  2. Scriviamo per parlare, un pò con gli altri un pò con noi stessi. Scriviamo perchè quando incontriamo gli altri e noi stessi abbiamo più cose da dire e da fare.

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