Stanotte ho fatto un sogno.
Stamani il pensiero svolazzava senza posarsi.
Mezz’ora di treno servono a restituire ai pensieri quella sufficiente pesantezza che gli permette di sedimentare.

Un sogno rappresenta una scena che descrive una visione del futuro
Il sogno rappresenta il percorso libero della mente contrapposto ai rigidi limiti imposti dalla realtà
Talvolta rappresenta la dualità tra essere e dover essere.
Quando apriamo il sipario di un nostro sogno mettiamo insieme in un’unica scenografia realtà e autodeterminazione.
Nel sogno siamo noi a costruire il contesto.
Siamo noi a disegnare i confini ed i colori delle scene.
Creiamo noi le storie e le relazioni tra gli uomini.
Creiamo uomini come li vogliamo.

Cosa c’è di diverso dalla realtà?
Solo la ristrettezza della scena, la ristrettezza della dimensione spazio-tempo.
Spazio, perchè nella scena ristretta del nostro sogno, con pochi personaggi, nel contesto determinato, i fenomeni appaiono controllabili.
Tempo, perche il tempo entro il quale si consuma il sogno è breve, necessariamente breve; dura lo spazio di una notte.

Nei sogni della realtà, quelli illuminati del giorno, le cose non vanno così.
La dimensione spaziale si allarga, intervengono gruppi sociali, contraddizioni, conflitti…
La dimensione temporali si allunga, la complessità richiede ri-flessione, sedimentazione, movimenti di coscienze.

Dobbiamo decidere se limitarsi a “sognare” entro la ristrettezza delle ore notturne oppure, se lo vogliamo fare con la luce del giorno, cominciare a farlo oltre i confini della nostra generazione.

Questo articolo ha 7 commenti.

  1. Mah. Non so se il sogno descrive una visione del futuro.
    Anzi, credo proprio di no.
    Non credo nemmeno che siamo noi a disegnare dentro il sogno.
    Credo che, più semplicemente noi SIAMO il sogno.
    Il sogno forse è la parte più nascosta dell’iceberg che siamo. Quella che non puo’ permettersi, o che talvolta non vuole, mostrarsi alla luce.
    Il sogno credo non sia altro che la nostra coscienza.
    Cioè noi.
    In ultimo non percepisco “ristretto” lo spazio del sonno bensì lo sento come spazio dilatato, e forse, più che dilatato, una specie di universo parallelo, dove il sogno, il tempo e lo spazio non hanno questa forza, nè dimensione, ne confini ma altro di tutto.
    Ma ora mi rifugio nel sonno più convenzionale.
    Sogni d’oro, alessandro.
    Il più possibile dilatati, elastici e morbidi.

  2. Può darsi che tu abbia ragione.
    Tuttavia continuo a vedere tante persone che allargano, dilatano e ammorbidiscono solo nel buio della proprio sonno!

    Perchè farlo alla luce del giorno diventa faticoso!

    Buonanotte!

  3. Si, sono d’accordo Alessandro. Vivere dentro i sogni è più facile, meno faticoso che vivere “i” sogni, o, almeno, cercare di farlo. Ma come scrivevo poco fa a qualcuno via e mail, siamo intrappolati.. Forse perfino dalle nostre comodità, dalla nostra tecnologia, da tutti questi strumenti che sono stati creati per darci una mano, per farci lavorare meno, per semplificarci la vita. E scrivendo quella e mail, riflettevo… Non è che è questo il Grande Paradosso del nostro Tempo?
    E allora Alessandro che fare se non cercare di vivere liberi dentro quel posto dove non c’è nessuno che vuole o pretende di aiutarci a fare qualcosa? Ovvero .. i sogni. Quelli li possiamo ancora fare senza aiuto di niente e nesusno. Non ci si perde tra istruzioni e mode. Non ci si scervella a pensare come si fa per farci aiutare…. Per ora, almeno, si puo’ sognare da soli. E esattamente come facevamo un tempo…A meno che non ci mettiamo a sognare come si fa…. a usare la tecnologia una volta che saremo svegli…
    Oddio!
    Celeste

  4. Bongiorno Celeste,
    Mi viene rappresentare l’atto del sognare come un tentativo di miglorare, anche se per breve tempo, la nostra condizione di felicità.
    Il “sogno ristretto”, quello fatto senza l’aiuto di nessuno, comprime il tempo nello spazio della nostra immaginazione.

    In sintesi potremo dire che più aumenta il livello della nostra “dipendenza” , del nostro “legame” , più aumenta la profondità della condizione di felicità.

    In altre parole stiamo bene come soggetti singoli quando stanno bene “i nostri legami” come soggetti.
    Stiamo bene come società quando sta bene il legame tra i gruppi sociali che la compongono.

    Mi era capitato di fare qualche tempo fa qualche pensiero scomposto su un tema simile.
    http://www.alessandroguidi.net/2007/10/26/relazioni-deboli/

  5. E’ un discorso ampio…
    Quali sono i confini del nsotro sociale?
    La nostra città, il nostro quartiere?
    Oppure la nostra nazione? O il continente di cui fa parte?
    Oppure il mondo intero?
    🙂

  6. Il mio sogno è utopia. Io credo che non sarebbe necessario chiamarlo “sogno” perchè dovrebbe essere possibile … Cosa? Bè che tutti gli uomini mettessero da parte la stupidità, l’egoismo e la sete di potere e il mondo, tutto quanto il mondo, il mondo intero sarebbe la terra promessa. Un posto dove vivere, in pace, senza guerre e senza fame, nè sete. Senza più bambini divorati dalle mosche o dalle malattie. Sto scrivendo un fiume di retorica, scontati e banali pensieri …. Discorsi fritti, da dopolavoro, da osteria. Ma tant’è. La mattina mi capita di vedere uno spot: porta l’acqua a chi non ce l’ha: dona il tuo contributo per portare l’acqua in quei paesi. E mi chiedo: io devo protare l’acqua là? Allora è possibile, portarcela… E perchè la devo portare io, con un sms? Ecco, questo dovrebbe essere un sogno o realtà? E’ la cosa piu’ semplice … Andiamo sulla luna, da 40 anni. Molti uomini lavorano perchè questo mondo domani sia migliore… E io posso portare l’acqua dove non c’è, con un semplice sms? Io, Celeste, con te Ale, con voi Mario Francesco Riccardo Marcello? Riflettiamo … Perchè là non c’è acqua? Perchè noi non abbiamo mandato un sms? Io ho orrore, di tutto questo… E mi prende una stretta al cuore quando penso che …. anno 2009 … la gente muore perchè non ha…. acqua. Si muore di acqua, di mancanza di acqua… E anche di retorica. Come questa. Scusami Ale, hai avuto modo di “apprezzare” i miei fiumi di parole.
    E si muore, anche di parole. Molto piu’ che di Silenzi.
    Un bacio

  7. stanotte ho fatto un sogno
    ma era troppo dilatato perchè lo possa ricordare….
    Prova a rifletterci su …
    ciao ale.
    e …. buona domenica nini

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