Qualche annetto fa, su un’altura arsa, ad un signore anziano dalla barba lunga, venne in mente di scolpire su una pietra alcune regole di comportamento; pensava ad un modo “economico”, per mettere d’accordo gli uomini in società.
Forse il nostro anziano barbuto non avrebbe avuto, così grande successo se non ci avesse rivelato che la sua mano non era il spinta dall’onesto lavoro di giurista bensì mossa direttamente da DIO.
Una guida eteronoma per gettate gli argini etici  entro i quali si svilupperanno economia e politica!
I secoli passano, in un paese cattolico,  che dichiara di muoversi negli argini sopra descritti, accade un fatto insolito.

Un ragazzo adolescente assiste ad un regolamento di conti tra coetanei. Si fa uso di armi. Ragazzi colpiscono altri ragazzi.
L’adolescente fa un commento agghiacciante: “sono cose che succedono”.
Effetti collaterali si direbbe in altri contesti. Dicesi effetto collaterale la conseguenza non auspicata ma talvolta inevitabile per il perseguimento di un fine giusto.
Il sistema, il sottostato con le sue regole si difende?
Effetti collaterali di un’azione “giusta” che punisce  chi non rispetta le regole?
Effetti collaterali, indispensabili per tenere i piedi il valore delle regole del “sottostato”.

Siamo di fronte ad un nuovo darwinismo etico?
Si sa le leggi evolvono, cambiano i fini, per accoglierli dobbiamo spianare il terreno,  dare luogo a nuove opere di urbanizzazione.
Che siano questi i “giusti fini”.

Chi ha aperto gli argini? Chi ha lasciato che il fiume del pensiero degli effetti collaterali potesse uscire dagli argini .
Quando, stati civili,  danno ragione al fatto che la morte sia un effetto collaterale di fini giusti abbiamo aperto una voragine che nemmeno un vecchio signore con la barba bianca che scolpisce pietre dall’alto di una montagna po’ coprire.
Speriamo nell’eroismo del giovane atletico signore dalla pelle nera!

Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Le risposte di quei ragazzi gambizzati dentro la sala giochi sono incredibili, ma sopratutto ci fanno capire che il male a volta si annida dentro di noi rendendoci ciechi e privi di futuro.

    Dire “sono cose che succedono” vuol dire aver perso la spinta sana, quell’insopprimibile istinto che porta i giovani verso la giustizia per loro natura, per l’innocenza che dovrebbero ancora conservare.

    Il loro silenzio e il silenzio delle loro famiglie sono quel male oscuro che avvelena parte del nostro mondo. I ragazzi di questo tipo dovrebbero essere strappati alle famiglie e condotti in un’altra parte del mondo e così le loro famiglie dovrebbero essere divise e seminate in terreni migliori. Forse solo così capirebbero che le cose succedono in alcuni luoghi solo perchè non c’è nessuno che alzi la testa e dica basta…..

    Nè dio nè Obama potranno salvare il mondo, siamo noi stessi con i piccoli passi quotidiani….

    Ciao Ross

  2. Siamo di fronte ad un nuovo darwinismo etico?
    Sì.
    Non conosco in dettaglio il fatto che hai commentato. Ma ti dico che non importa dove sia successo perché fatti del genere accadono ormai dappertutto.
    Bella la tua riflessione sugli effetti collaterali.
    La società è disgregata, la naturale spinta verso la giustizia che accenna Ross è stata travolta dal darwinismo della sopravvivenza. In questa società l’esempio viene dall’alto, dalla politica del pesce grosso che mangia il pesce piccolo che le banche e le corporazioni ci propongono come norma.
    E di fronte a qesto martellamento ideologico, spesso gli sforzi di un genitore “etico” si perdono come gocce d’acqua nel deserto.
    Si fa quel che si può…
    Un caro saluto.

  3. Ross, è vero , spesso abbiamo solo a disposizione noi stessi. A volte qualcuno che ha la forza di raccogliere i desideri di tanti che vorrebbero che le cose andassero diversamente aiuta a ritrovarsi.
    Abbiamo bisogno di eroi? Direi, abbiamo bisogno ANCHE di eroi.
    Eroi ehhh…no leader!!
    Ciaoo!

  4. Martina, è’ vero si fa quel che si può.
    I miei figli di 15 anni,alternano momenti di ..”il mondo va cosi non si può fare niente”…a momenti in cui ” facciamo la rivoluzione”…
    Manicheismo adolescenziale?
    Forse.
    Oppure assenza di pensiero, assenza , intorno a noi, di nuove categorie interpretative?
    Che facciamo, lasciamo il compito di colmare questo vuoto agli adolescenti?
    Ciaooo.

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